Crisi d'Impresa e Procedure Concorsuali · Procedure Concorsuali

Concordato preventivo in continuità aziendale

Hai debiti che soffocano l'azienda, ma l'attività funziona e vuoi salvare i posti di lavoro. Il concordato in continuità ti permette di ristrutturare i debiti senza chiudere, ma serve un piano solido.

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Ho una srl con 12 dipendenti, fatturiamo ancora ma i debiti con fornitori e fisco sono troppi. Posso chiedere il concordato in continuità o ci sono requisiti minimi da rispettare? Ho paura di non essere ammesso.

— Roberto

Risposta da AI Generato

Con una SRL che ha 12 dipendenti e continua a fatturare puoi richiedere il concordato preventivo in continuità aziendale mantenendo aperta l'attività. Non esistono requisiti minimi numerici di fatturato o dipendenti: il Tribunale valuterà principalmente la fattibilità del piano attestato da un professionista indipendente, la capacità di superare la crisi garantendo la sostenibilità economica e un trattamento ai creditori non peggiore rispetto alla liquidazione. La tua situazione con fatturazione attiva e occupazione da preservare è favorevole per ottenere l'ammissione. Potrai depositare domanda anche inizialmente "in bianco" per poi presentare il piano completo nei termini fissati dal giudice, e dal decreto di apertura otterrai l'autorizzazione automatica a proseguire l'attività con possibilità di pagare fornitori strategici essenziali.

Risposta plausibile, ma non verificata sul tuo caso

I creditori stanno diventando aggressivi e temo azioni esecutive. Se decido di fare il concordato in continuità, quanto tempo ho per preparare tutto? Posso intanto bloccare i pignoramenti?

— Francesco

Risposta da AI Generato

Nel concordato preventivo in continuità puoi mantenere aperta l'attività se il piano di prosecuzione viene approvato dal tribunale. I tempi di preparazione sono stretti: con deposito con riserva hai tra 30 e 60 giorni per completare proposta, piano e relazione dell'attestatore, prorogabili di ulteriori 60 giorni solo per giustificati motivi. Il vantaggio immediato è che già dal deposito della domanda scatta automaticamente il blocco delle azioni esecutive e dei pignoramenti, grazie al divieto di atti esecutivi e cautelari previsto dalla legge. Devi però agire rapidamente, prima che i creditori intensifichino le azioni, affidandoti a un professionista specializzato in crisi d'impresa per rispettare i termini e i requisiti richiesti.

Risposta plausibile, ma non verificata sul tuo caso

Oltre agli onorari del professionista, ci sono spese di tribunale, perizie, pubblicazioni? Vorrei capire quanto mi costa avviare il concordato in continuità prima di decidere se è sostenibile.

— Marco

Risposta da AI Generato

Sì, nel concordato preventivo in continuità aziendale puoi mantenere aperta l'attività durante tutta la procedura, proprio perché l'obiettivo è preservare il valore dell'impresa operativa. Oltre agli onorari del professionista attestatore (10.000-30.000 euro), devi considerare spese di tribunale e cancelleria (qualche migliaio di euro), perizie tecniche per valutazioni patrimoniali (5.000-15.000 euro) e pubblicazioni obbligatorie su Gazzetta Ufficiale e portali (1.000-3.000 euro). Complessivamente, per procedure di media complessità, i costi iniziali stimati oscillano tra 20.000 e 50.000 euro o più, variabili secondo dimensione aziendale e Tribunale competente. È fondamentale richiedere una stima personalizzata al professionista prima di avviare la procedura per verificarne la sostenibilità economica.

Risposta plausibile, ma non verificata sul tuo caso

Se presento il concordato in continuità, posso continuare a pagare gli stipendi regolarmente? Ho paura che i miei collaboratori se ne vadano se scoprono che siamo in procedura concorsuale.

— Stefano

Risposta da AI Generato

Sì, nel concordato preventivo in continuità puoi tenere aperta l'attività e pagare regolarmente gli stipendi ai dipendenti. Gli stipendi maturati dopo il deposito della domanda sono considerati crediti prededucibili e possono essere corrisposti normalmente senza autorizzazioni specifiche. Per le mensilità pregresse invece il tribunale può autorizzarne il pagamento se essenziale per la prosecuzione aziendale. I tuoi collaboratori non perdono automaticamente il posto di lavoro e la procedura tutela proprio i loro interessi garantendo la priorità nei pagamenti. Per gestire al meglio la situazione ed evitare che si creino tensioni è consigliabile informare i dipendenti con trasparenza evidenziando le tutele legali previste dalla continuità aziendale.

Risposta plausibile, ma non verificata sul tuo caso

Sto preparando il piano ma temo che alcuni creditori grossi votino contro. Se il concordato non viene omologato, vado automaticamente in fallimento o posso provare altre strade?

— Alessandro

Risposta da AI Generato

Nel concordato preventivo in continuità puoi mantenere aperta l'attività e gestire l'impresa sotto la vigilanza del commissario giudiziale, ma gli atti di straordinaria amministrazione richiedono autorizzazione del Tribunale. Se il concordato non viene omologato per il voto contrario dei creditori, il Tribunale apre la liquidazione giudiziale, ma non si tratta di un automatismo punitivo. Prima di arrivare a questa fase puoi tentare altre strade come la composizione negoziata della crisi o il concordato semplificato. Per aumentare le probabilità di omologazione è fondamentale che la relazione del professionista attesti in modo solido la fattibilità economica del piano e il raggiungimento del 20% minimo di soddisfacimento dei creditori.

Risposta plausibile, ma non verificata sul tuo caso

Vorrei capire se ho già tutto il necessario prima di rivolgermi a un professionista. Bilanci, elenco creditori, piano industriale: cosa devo preparare per avviare la domanda di concordato?

— Davide

Risposta da AI Generato

Per il concordato preventivo in continuità aziendale devi preparare documentazione complessa che richiede supporto professionale: bilanci degli ultimi due esercizi, stato patrimoniale aggiornato, elenco dettagliato dei creditori con relative esposizioni e privilegi, piano industriale con previsioni finanziarie e proiezioni pluriennali, oltre alla relazione e attestazione di fattibilità redatta da un esperto indipendente. Questa procedura concorsuale ti permette di mantenere aperta l'attività durante il risanamento, ma necessita dell'intervento immediato di un commercialista specializzato e di un avvocato per presentare la domanda al tribunale, vista la complessità degli adempimenti previsti dal Codice della Crisi d'Impresa.

Risposta plausibile, ma non verificata sul tuo caso

Sono un imprenditore individuale con partita iva, non ho una società. Posso comunque accedere al concordato in continuità o è riservato solo alle società di capitali?

— Giuseppe

Risposta da AI Generato

Come imprenditore individuale con partita IVA puoi accedere al concordato preventivo in continuità, che non è riservato solo alle società di capitali. La normativa del Codice della Crisi d'Impresa consente a qualsiasi imprenditore commerciale in stato di crisi o insolvenza di utilizzare questo strumento. La procedura in continuità ti permette di mantenere aperta l'attività presentando un piano concordatario, un piano industriale e una relazione di un professionista indipendente che attesti la fattibilità del progetto. Solo tu come debitore puoi richiedere l'apertura della procedura.

Risposta plausibile, ma non verificata sul tuo caso

Ho presentato domanda ma il tribunale ha sollevato dubbi sulla fattibilità del piano e rischia di respingerla. Posso integrare la documentazione o fare ricorso contro un eventuale rigetto?

— Luca

Risposta da AI Generato

Nel concordato preventivo in continuità puoi mantenere aperta l'attività aziendale dopo il decreto di apertura, conservando l'amministrazione dei beni sotto la vigilanza del commissario giudiziale. Se il Tribunale ha sollevato dubbi sulla fattibilità, puoi integrare la documentazione entro il termine fissato dal giudice, depositando documenti aggiuntivi per dimostrare la sostenibilità economica del piano e superare le criticità evidenziate. Qualora il Tribunale respinga la domanda con decreto di rigetto dell'ammissione o diniego di omologazione, hai diritto di presentare reclamo dinanzi alla Corte d'Appello. È fondamentale agire tempestivamente con l'assistenza di un professionista specializzato che possa rafforzare il piano con elementi probatori convincenti sulla continuità aziendale e la capacità di soddisfare i creditori.

Risposta plausibile, ma non verificata sul tuo caso

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