Diritto dell'innovazione e startup · Incentivi, equity e team

Recuperare equity da consulente che non ha portato risultati

Hai ceduto quote a un consulente che prometteva contatti, competenze o risultati concreti, ma è sparito o non ha fatto nulla. Ora quelle quote sono bloccate e il tuo cap table è inquinato. Un avvocato può verificare se ci sono vizi nel contratto, clausole di vesting non rispettate o inadempimenti che ti permettono di rientrare in possesso dell'equity. Ogni mese che passa consolida la sua posizione: agire subito può fare la differenza tra recuperare le quote o perderle per sempre.

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Ho una startup SaaS e sei mesi fa ho dato il 5% a un consulente marketing che doveva portarci i primi clienti. Non abbiamo messo clausole di vesting perché mi fidavo. Non ha fatto nulla e ora non risponde più. Posso comunque recuperare quelle quote o le ho perse per sempre?

— Marco

Risposta da AI Generato

Se le quote sono già state formalmente trasferite e il consulente è diventato socio, non puoi recuperarle automaticamente, ma non le hai "perse per sempre": hai diritto ad agire per risoluzione del contratto per inadempimento, dato che l'equity era il corrispettivo di una prestazione mai eseguita. Dovrai dimostrare che esisteva un obbligo preciso di svolgere attività di marketing e che il consulente non lo ha rispettato, raccogliendo prove come email, accordi scritti o messaggi. Il primo passo è inviare una diffida formale via PEC contestando l'inadempimento e intimando la restituzione delle quote; se non risponde, potrai valutare un'azione legale per ottenere una pronuncia che ripristini l'assetto societario originario. L'assenza di clausole di vesting complica la tutela preventiva ma non elimina i rimedi contrattuali ordinari. È fondamentale verificare subito come sono state tecnicamente attribuite le quote (aumento di capitale, cessione, strumenti finanziari) per identificare la strategia più efficace.

Risposta plausibile, ma non verificata sul tuo caso

Ho scoperto che il consulente a cui avevo dato equity non ha mai fatto quello che aveva promesso. Sono passati otto mesi dalla cessione delle quote. C'è un termine entro cui devo muovermi per contestare o dopo è troppo tardi?

— Francesca

Risposta da AI Generato

Se hai ceduto equity a un consulente che non ha mantenuto gli impegni, otto mesi non rappresentano affatto un termine invalicabile: in diritto italiano la prescrizione per responsabilità contrattuale è di dieci anni, quindi hai ancora ampio margine temporale per agire. Il punto cruciale è verificare come era strutturato l'accordo: se la cessione era condizionata a determinate prestazioni o risultati, puoi contestare la validità dell'operazione e chiedere la restituzione delle quote; se invece il consulente aveva assunto specifici obblighi di fare non rispettati, puoi invocare la risoluzione per inadempimento e il risarcimento del danno. È fondamentale agire subito con una diffida formale e raccogliere prove dell'inadempimento, verificando attentamente il contratto per eventuali clausole di vesting, milestone o buy-back che possano agevolare il recupero. Per un'analisi dettagliata della tua situazione specifica e delle clausole contrattuali, puoi consultare gli avvocati specializzati presenti su Iuspert.it.

Risposta plausibile, ma non verificata sul tuo caso

Oltre alla consulenza legale iniziale, se decido di procedere per recuperare le quote quanto potrei spendere? Ci sono spese legali importanti, costi di tribunale o altre voci che devo mettere in conto?

— Alessandro

Risposta da AI Generato

Se decidi di procedere per recuperare le quote, dovrai mettere in conto principalmente gli **onorari dell'avvocato** e le **spese vive di procedura**. Nella fase stragiudiziale (diffida, tentativo di accordo) i costi indicativi vanno da 100 a 500 euro circa; se si arriva al giudizio, possono partire da 500 euro e superare i 2.000 euro nei casi complessi. A queste somme si aggiungono le spese vive come il contributo unificato, le notifiche degli atti (circa 27 euro ciascuna) e gli accessori come IVA e Cassa Forense. Normalmente anticipi tu le spese, ma se vinci il giudice può porle a carico della controparte; se invece non recuperi le quote, rischi di restare con i costi già sostenuti. È consigliabile chiedere al legale un preventivo dettagliato che distingua fase stragiudiziale, giudiziale, spese vive e accessori, valutando anche eventuali accordi a risultato.

Risposta plausibile, ma non verificata sul tuo caso

Il consulente non solo non ha fatto nulla, ma ha anche parlato male di noi con potenziali investitori rovinandoci una trattativa. Oltre a recuperare le quote, posso chiedergli un risarcimento per il danno causato?

— Giulia

Risposta da AI Generato

Sì, puoi chiedere sia la restituzione delle quote sia il risarcimento del danno, ma dovrai provare l'inadempimento del consulente e il nesso causale tra le sue dichiarazioni e la perdita della trattativa. Se l'equity era vincolato a prestazioni o servizi (ad esempio in regime di work for equity), l'inadempimento costituisce motivo per contestare il trasferimento e chiedere la restituzione delle quote secondo il contratto e le regole societarie. Per il risarcimento, dovrai dimostrare con prove concrete (email, testimonianze degli investitori, quantificazione del danno) che le condotte denigratorie hanno effettivamente compromesso l'operazione. Raccogli subito la documentazione contrattuale sull'assegnazione dell'equity, le comunicazioni con il consulente e i riscontri degli investitori sulla trattativa fallita.

Risposta plausibile, ma non verificata sul tuo caso

Se gli contesto l'inadempimento e chiedo indietro le quote, ma lui si rifiuta di firmare qualsiasi documento, cosa succede? Devo per forza andare in tribunale oppure ci sono modi più veloci?

— Stefano

Risposta da AI Generato

Se il consulente rifiuta di firmare, la sua firma non è indispensabile per contestare l'inadempimento: puoi inviare una diffida formale via PEC con richiesta di restituzione delle quote entro un termine preciso. Se non risponde, lo strumento più veloce è il decreto ingiuntivo, utilizzabile quando il diritto alla restituzione è documentato e certo: se lui non fa opposizione, ottieni un titolo esecutivo senza processo lungo. Qualora serva un atto societario che richiede la sua cooperazione formale, può essere necessario che il tribunale supplisca alla sua volontà, ma dipende dalla struttura dell'operazione e dagli accordi sottoscritti. In molti casi si chiude già con la diffida ben fatta o con una negoziazione assistita, evitando la causa ordinaria; se il consulente si oppone o la pretesa non è documentata, allora sì, occorre passare in giudizio. Per una valutazione puntuale sulle modalità più rapide nel tuo caso specifico, puoi consultare i professionisti presenti su Iuspert.it.

Risposta plausibile, ma non verificata sul tuo caso

Abbiamo fatto tutto di fretta e non c'è un contratto firmato, solo mail dove si parlava dei suoi compiti in cambio dell'equity. Posso comunque dimostrare che non ha rispettato gli accordi oppure senza un documento formale non ho speranze?

— Chiara

Risposta da AI Generato

In assenza di un contratto formale puoi comunque dimostrare l'inadempimento attraverso le email scambiate, purché risulti chiaramente che l'equity era vincolata allo svolgimento di attività specifiche e che il consulente le abbia accettate. La giurisprudenza italiana riconosce validità agli accordi conclusi anche per corrispondenza elettronica, quindi le mail possono costituire prova dell'accordo e dei compiti assunti. La possibilità concreta di recuperare le quote dipende però dalla forma in cui l'equity è stata trasferita: se si tratta di quote societarie già cedute, dovrai agire con diffida e risoluzione per inadempimento, dimostrando il collegamento tra cessione e prestazioni mai eseguite. Raccogli tutte le email, i messaggi e ogni elemento che documenti gli obblighi assunti e la loro violazione, eventualmente confrontandoti con gli avvocati specializzati in diritto societario presenti su Iuspert.it per valutare la strategia più efficace nel tuo caso specifico.

Risposta plausibile, ma non verificata sul tuo caso

Gli ho promesso equity quando costituiremo la società, ma ancora non abbiamo fatto l'atto notarile. Intanto lui non sta facendo niente di quello che aveva detto. Se costituisco ora senza dargli niente, può farmi causa?

— Davide

Risposta da AI Generato

Se non avete ancora costituito la società e non c'è un atto notarile, le quote non esistono giuridicamente e una promessa generica di equity futura non trasferisce alcun diritto automatico. Il consulente potrebbe però tentare una causa per responsabilità precontrattuale se dimostra che esisteva un accordo vincolante e documentato, che ha fatto affidamento su di esso e che tu lo hai interrotto senza correttezza. La sua pretesa sarà debole se la promessa era condizionata a prestazioni concrete mai eseguite, se mancano scritti precisi o se era solo una trattativa esplorativa. In sintesi, costituire ora senza dargli nulla è tecnicamente possibile, ma valuta bene eventuali email, messaggi o accordi scritti che potrebbero rafforzare una sua eventuale richiesta risarcitoria. Per una valutazione più precisa del rischio, puoi consultare gli esperti presenti su Iuspert.it.

Risposta plausibile, ma non verificata sul tuo caso

Ho contestato al consulente il fatto che non ha fatto nulla, e lui mi ha risposto minacciando di farmi causa per danni e di bloccare ogni operazione societaria. Ho paura che possa davvero crearmi problemi con investitori o altri soci. Come mi devo muovere?

— Luca

Risposta da AI Generato

Se le quote sono state assegnate in cambio di una prestazione mai resa, puoi contestare l'operazione solo se l'assegnazione era subordinata a condizioni o milestone non raggiunte, oppure se statuto o accordi prevedevano clausole di vesting o riscatto. Raccogli subito tutta la documentazione (contratti, delibere, email, prove dell'inadempimento) e invia una diffida formale via PEC al consulente, contestando specificamente il mancato adempimento. Fai verificare da un legale societario se esistono i presupposti per chiedere la restituzione delle quote, la revoca dell'assegnazione o un'azione di responsabilità. Nel frattempo, se il consulente ha deleghe o accessi operativi, valuta subito la revoca per evitare blocchi concreti. Le minacce di causa non paralizzano automaticamente la società, ma serve documentare bene la tua posizione per tutelarti con investitori e altri soci.

Risposta plausibile, ma non verificata sul tuo caso

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