Imposte indirette e tributi locali · Tributi locali (fase di crisi e riscossione)

Riduzione IMU per comodato a familiare: come ottenerla

Hai concesso casa a tuo figlio o genitore gratuitamente e il Comune ti chiede l'IMU piena? La legge prevede una riduzione del 50% per il comodato a parenti in linea retta, ma devi dimostrarlo con i documenti giusti. Un avvocato può verificare se hai diritto allo sconto e come contestare l'avviso prima che diventi definitivo.

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Ho dato casa a mia figlia che studia fuori sede, contratto di comodato registrato. Il Comune mi ha mandato avviso IMU senza riduzione. Quali requisiti servono per ottenere lo sconto del 50%?

— Roberto

Risposta da AI Generato

Per ottenere la riduzione IMU del 50% sul comodato a tua figlia servono requisiti precisi: il contratto deve essere registrato, l'immobile non deve essere di lusso (categorie A/1, A/8, A/9), tua figlia deve avere residenza anagrafica e dimora abituale nell'immobile concesso, e tu devi risiedere nello stesso Comune dell'immobile in comodato possedendo al massimo due abitazioni in Italia. Il punto critico nel tuo caso è che se tua figlia studia fuori sede ma non ha trasferito lì la residenza e non ci dimora stabilmente, viene meno il requisito dell'abitazione principale e il Comune può legittimamente negare lo sconto. Verifica quindi che tua figlia abbia effettivamente residenza e dimora abituale nell'immobile, che tu risieda nello stesso Comune e rispetti il limite di due immobili abitativi totali.

Risposta plausibile, ma non verificata sul tuo caso

Mio figlio abita nella mia seconda casa da tre anni, tutto a voce in famiglia. Ora arriva avviso IMU pieno. Posso ancora registrare il contratto adesso per avere la riduzione retroattiva?

— Maria

Risposta da AI Generato

No, registrare ora il contratto di comodato non ti garantisce la riduzione retroattiva dell'IMU per gli anni precedenti. La riduzione del 50% della base imponibile si applica solo se il contratto è stato registrato entro i termini previsti: per i contratti verbali, la registrazione doveva avvenire entro il 1° marzo dell'anno successivo a quello di inizio del comodato. Nel tuo caso, essendo trascorsi tre anni, hai perso il diritto alla riduzione per quegli anni. Puoi però registrare subito il contratto per ottenere il beneficio dall'anno corrente in poi, a condizione che tu soddisfi tutti i requisiti previsti dalla legge.

Risposta plausibile, ma non verificata sul tuo caso

Ho ricevuto avviso di accertamento IMU con richiesta di differenza più sanzioni. Quanto tempo ho per fare ricorso? E se lascio scadere i termini cosa succede?

— Giuseppe

Risposta da AI Generato

Se l'immobile è concesso in comodato gratuito a un parente in linea retta entro il primo grado (genitori o figli) che lo utilizza come abitazione principale, puoi avere una riduzione del 50% della base imponibile IMU, a condizione che il contratto sia registrato e che tu possieda un solo immobile in Italia oltre all'abitazione principale. Per l'avviso di accertamento hai 60 giorni dalla notifica per fare ricorso al giudice tributario; se lasci scadere questo termine, l'atto diventa definitivo e il Comune può procedere con la riscossione coattiva dell'importo richiesto più sanzioni e interessi. Se ritieni di avere diritto alla riduzione per comodato, devi farla valere nel ricorso oppure presentare istanza di autotutela al Comune, ma quest'ultima non sospende automaticamente i termini per impugnare.

Risposta plausibile, ma non verificata sul tuo caso

Ho prestato il mio vecchio appartamento a mio padre anziano che ci vive con la pensione. Il comodato ai genitori dà diritto alla stessa riduzione IMU dei figli?

— Francesca

Risposta da AI Generato

Sì, il comodato gratuito a tuo padre ti dà diritto alla riduzione IMU del 50%, perché rientra nei parenti in linea retta di primo grado previsti dalla legge. Devi però rispettare alcune condizioni: il contratto di comodato deve essere registrato, l'immobile non può essere di lusso (categorie A/1, A/8, A/9), tu devi risiedere nello stesso comune dell'immobile dato in comodato e possedere solo quello e la tua abitazione principale, e tuo padre deve utilizzarlo come abitazione principale. Se questi requisiti sono soddisfatti, hai diritto all'agevolazione indipendentemente dal fatto che sia anziano o pensionato.

Risposta plausibile, ma non verificata sul tuo caso

Mia figlia ha una casa sua ma vive nel mio immobile per essere vicina al lavoro. Il Comune dice che non ho diritto allo sconto perché lei è già proprietaria. È vero?

— Anna

Risposta da AI Generato

La proprietà di un altro immobile da parte del comodatario non esclude automaticamente lo sconto IMU del 50 per cento. La normativa richiede che l'immobile sia concesso in comodato registrato a un parente in linea retta di primo grado che lo utilizza come abitazione principale, ma non impone che il beneficiario sia privo di altre proprietà. Per ottenere la riduzione devono però essere soddisfatti tutti i requisiti: contratto registrato, residenza del comodante nello stesso Comune, possesso della sola abitazione concessa in comodato oltre all'eventuale propria abitazione principale, ed esclusione delle categorie catastali di lusso. Se il Comune contesta solo la proprietà di sua figlia, tale motivazione appare insufficiente per negare l'agevolazione.

Risposta plausibile, ma non verificata sul tuo caso

Voglio chiedere la riduzione IMU per comodato a mio figlio. Oltre al contratto registrato cosa devo presentare al Comune? Serve residenza, stato di famiglia, altro?

— Paolo

Risposta da AI Generato

Per ottenere la riduzione IMU del 50% per comodato al figlio, oltre al contratto registrato devi presentare al Comune la dichiarazione IMU compilata, allegando copia del contratto stesso e del tuo documento d'identità. I requisiti sostanziali da rispettare sono: il comodato deve essere tra genitore e figlio, l'immobile deve essere abitazione principale del figlio (con sua residenza anagrafica), tu comodante devi avere residenza nello stesso Comune dell'immobile, non devi possedere altri immobili in Italia salvo la tua abitazione principale, e l'immobile non deve essere di lusso (A/1, A/8, A/9). Lo stato di famiglia normalmente non è richiesto espressamente, ma conviene verificare sul modulo specifico del tuo Comune o contattare l'ufficio tributi per confermare l'elenco documenti.

Risposta plausibile, ma non verificata sul tuo caso

Ho scoperto solo ora che esisteva la riduzione del 50%. Casa in comodato a mia madre da cinque anni, sempre pagato IMU piena. Posso chiedere rimborso degli anni passati?

— Luca

Risposta da AI Generato

Sì, puoi chiedere il rimborso dell'IMU pagata in eccesso per gli anni non prescritti, a condizione che in ciascun anno ricorressero tutti i requisiti previsti: contratto di comodato registrato, immobile non di lusso, comodante con requisiti patrimoniali e residenziali, utilizzo da parte di tua madre come abitazione principale. La riduzione del 50% opera dalla data di registrazione del contratto, non automaticamente dal comodato verbale. Dovrai presentare istanza al Comune allegando il contratto registrato, documentazione sulla residenza di tua madre e ricevute dei pagamenti effettuati. Se mancava anche un solo requisito in determinati anni, per quei periodi la riduzione non spetta e il rimborso non sarà riconosciuto.

Risposta plausibile, ma non verificata sul tuo caso

L'avviso chiede circa tremila euro di IMU arretrata che secondo me non devo. Se non pago subito cosa succede? Arrivano pignoramenti? Ci sono altri costi?

— Stefano

Risposta da AI Generato

Se il comodato è registrato e concesso a un parente in linea retta di primo grado (genitore o figlio), puoi beneficiare della riduzione del 50% della base imponibile IMU, a condizione che tu possieda solo quell'immobile in comodato (oltre all'eventuale tua abitazione principale nello stesso Comune), risieda e dimori abitualmente nello stesso Comune dell'immobile dato in comodato, e l'immobile non sia di lusso (categorie A/1, A/8 o A/9). Se questi requisiti sono soddisfatti, puoi contestare l'avviso richiedendo l'applicazione della riduzione. Se non paghi né contesti l'avviso entro i termini, il Comune avvierà la riscossione coattiva con l'applicazione di sanzioni, interessi moratori e spese di notifica; successivamente, in caso di ulteriore inerzia, potrebbero seguire atti esecutivi fino al pignoramento di beni o conti correnti. Ti consiglio di verificare la presenza di tutti i requisiti per la riduzione e, se necessario, rivolgerti agli avvocati su Iuspert.it per valutare la documentazione e predisporre eventuali ricorsi.

Risposta plausibile, ma non verificata sul tuo caso

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