Azienda accusata di reato: come difendersi come ente

Hai ricevuto una comunicazione di procedimento penale dove figura anche la tua società? Non solo i dipendenti rischiano: l'ente può essere sanzionato pesantemente se non si difende subito. Parla con un esperto 231: capisci se puoi evitare sanzioni all'ente, quali difese attivare e cosa fare nelle prossime 48 ore per proteggere l'azienda.

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Ecco le situazioni più comuni che affrontiamo ogni giorno. Se ti riconosci in una di queste, possiamo aiutarti.

Sono amministratore di una srl e abbiamo ricevuto notifica di procedimento dove oltre al dipendente figura anche la società. Non sapevo che l'azienda dovesse difendersi a parte. Come funziona esattamente la difesa dell'ente? - Roberto

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Quando la società riceve notifica di procedimento ex D.Lgs. 231/2001, deve difendersi autonomamente rispetto al dipendente o amministratore indagato. Se lei come amministratore è imputato, non può rappresentare la società nel procedimento: deve essere nominato un rappresentante legale distinto per evitare conflitti di interesse. È indispensabile affidare immediatamente la difesa a un avvocato specializzato in diritto penale societario, che potrà accedere agli atti, presentare memorie difensive e dimostrare l'eventuale adozione di modelli organizzativi 231 idonei a prevenire il reato, che potrebbero escludere la responsabilità dell'ente. La difesa tempestiva è cruciale per evitare sanzioni pesanti come multe, confische o interdizioni dall'attività.

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Nella comunicazione ricevuta c'è scritto che possiamo nominare un difensore per l'ente. Ci sono scadenze precise? Se aspetto qualche settimana per capire meglio la situazione rischio di perdere qualche diritto? - Stefano

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Non esistono scadenze rigide imposte dalla legge per nominare il difensore dell'ente, e aspettare qualche settimana non comporta automaticamente la perdita di diritti processuali. Tuttavia, è fortemente consigliabile agire con tempestività: la comunicazione ricevuta potrebbe contenere termini specifici per presentare memorie o costituirsi, e un ritardo potrebbe compromettere strategie difensive importanti come l'adozione di modelli organizzativi o condotte riparatorie. Consultare subito un avvocato specializzato in responsabilità amministrativa degli enti permette di verificare eventuali scadenze implicite nell'atto ricevuto e di impostare fin da subito una difesa efficace, acquisendo tempestivamente gli atti dall'autorità giudiziaria.

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Oltre alle spese legali per difendere la società, quali altri costi potremmo affrontare? Ho sentito parlare di sanzioni pecuniarie molto alte e confisca. Di che cifre stiamo parlando? - Claudia

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Oltre alle spese legali, l'azienda rischia sanzioni pecuniarie calcolate a quote, con importi che variano da un minimo di circa 25.800 euro (100 quote) fino a un massimo di circa 1.549.370 euro (1.000 quote), a seconda della gravità del reato e delle condizioni economiche dell'ente. È sempre applicabile la confisca dell'intero profitto derivante dal reato, senza limiti prestabiliti. Possono aggiungersi sanzioni interdittive come la sospensione dell'attività o il divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione, con conseguenti perdite di ricavi, oltre a costi per pubblicazione della sentenza, consulenze di compliance e risarcimenti volontari per ottenere riduzioni di pena.

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Siamo una piccola impresa e non abbiamo mai adottato un modello organizzativo formale. Possiamo comunque dimostrare che l'azienda non c'entra con quello che ha fatto il dipendente? Quali prove servono? - Marco

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Sì, anche senza modello organizzativo formale potete difendervi dimostrando che il reato del dipendente non ha procurato alcun vantaggio all'azienda e che avevate comunque controlli interni efficaci. Dovete produrre documentazione concreta come procedure scritte, regolamenti interni, email che attestino divieti di condotte illecite, prove di formazione ai dipendenti, verbali di controlli gerarchici o richiami disciplinari. È fondamentale dimostrare che il fatto era estraneo alla politica aziendale e commesso autonomamente dal dipendente, con prove che l'impresa ne ha subito danno anziché vantaggio. Adottare ora un modello organizzativo, pur non esonerando completamente, riduce comunque le sanzioni da un terzo alla metà e rafforza la vostra posizione difensiva.

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Se lasciamo che il procedimento vada avanti senza difesa dell'ente, cosa succede nel peggiore dei casi? Rischiamo la chiusura dell'attività o solo multe? Sono molto preoccupato per il futuro dell'azienda. - Giuseppe

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Nel peggiore dei casi, senza una difesa attiva dell'ente, rischiate sia sanzioni pecuniarie elevatissime (fino a oltre 1,5 milioni di euro) sia sanzioni interdittive che possono effettivamente portare alla chiusura dell'attività, come il divieto di esercitare l'impresa, la revoca di licenze e concessioni, o l'esclusione da appalti pubblici e finanziamenti. Queste misure interdittive possono essere applicate anche in via cautelare, quindi prima della sentenza definitiva, bloccando immediatamente l'operatività aziendale. La pubblicazione della sentenza e la confisca dei profitti aggravano ulteriormente il danno reputazionale ed economico. Una difesa tempestiva che dimostri l'adozione di un Modello Organizzativo efficace e l'operato di un Organismo di Vigilanza attivo può fare la differenza tra la sopravvivenza e la chiusura dell'azienda.

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L'avvocato cosa mi chiederà per preparare la difesa della società? Dobbiamo produrre organigrammi, procedure interne, verbali? Non abbiamo mai formalizzato molto, lavoriamo in modo informale. - Andrea

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

L'avvocato richiederà innanzitutto di verificare l'esistenza di un Modello Organizzativo 231 (MOG) con relativi organigrammi, procedure interne, codice etico e verbali dell'Organismo di Vigilanza per invocare l'esimente da responsabilità dell'ente. Serviranno anche documenti contabili, delibere del CdA, comunicazioni interne e qualsiasi elemento che dimostri l'effettiva applicazione di controlli preventivi. L'assenza di formalizzazioni complica la difesa ma non la preclude: dovrete ricostruire "di fatto" i controlli esistenti tramite email, prassi operative consolidate e testimonianze che provino l'idoneità concreta del sistema, anche informale. Il giudice valuta l'efficacia reale dei presidi, non solo la documentazione formale.

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Nel nostro caso il reato contestato sarebbe stato commesso da me come amministratore, non da un dipendente. Cambia qualcosa per la responsabilità dell'ente? La società rischia comunque sanzioni? - Luca

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Sì, cambia molto e la responsabilità dell'ente è ancora più diretta. Quando il reato è commesso da un amministratore, considerato soggetto apicale, la società rischia sanzioni pecuniarie anche molto elevate e misure interdittive come la sospensione dell'attività o l'esclusione da appalti pubblici, purché il reato sia stato commesso nell'interesse o vantaggio dell'ente. L'unica difesa efficace consiste nel dimostrare di aver adottato e attuato concretamente un Modello Organizzativo 231 idoneo a prevenire quel tipo di reato, con un organismo di vigilanza operativo. Senza un modello efficace, la responsabilità amministrativa dell'ente si configura quasi automaticamente quando a delinquere è chi la rappresenta. La vostra responsabilità penale personale procede separatamente ma non esclude quella della società.

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Secondo me l'azienda non dovrebbe nemmeno essere coinvolta perché il dipendente ha agito completamente di sua iniziativa contro le nostre direttive. Posso far valere questa difesa e far escludere l'ente dal procedimento? - Paolo

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L'azienda non può essere automaticamente esclusa dal procedimento anche se il dipendente ha agito contro le direttive, perché la responsabilità amministrativa degli enti richiede di verificare l'efficacia del Modello Organizzativo 231 adottato. Per difendersi efficacemente, l'ente deve dimostrare con prove documentali di aver implementato e applicato concretamente un sistema di prevenzione adeguato, con protocolli, formazione e vigilanza attiva tramite l'Organismo di Vigilanza. Il fatto che il dipendente abbia violato le policy aziendali rafforza la difesa, ma il giudice valuterà se i controlli interni fossero idonei a prevenire quel tipo di reato. È fondamentale affidarsi subito a un legale specializzato per preparare una strategia difensiva basata sull'evidenza dell'efficacia del modello organizzativo e sull'estraneità della condotta agli interessi dell'ente.

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