Prestito con diritto di riscatto: cosa posso fare?

Stai rendendo bene nella nuova squadra, ma il riscatto è solo un'opzione. Temi di tornare dove non hai più spazio e di vedere sfumare un'occasione importante per la tua carriera. Capisci quali sono i tuoi margini. Scopri se puoi influenzare il riscatto, quali clausole ti tutelano e come tutelare il tuo futuro sportivo prima che sia troppo tardi.

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Ecco le situazioni più comuni che affrontiamo ogni giorno. Se ti riconosci in una di queste, possiamo aiutarti.

Sono in prestito con diritto di riscatto, sto giocando titolare e facendo bene, ma il club può decidere di non esercitare il riscatto. Posso fare qualcosa per convincerli o tutelarmi? - Andrea

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Nel prestito sportivo con diritto di riscatto, la società che ti ha accolto in prestito ha piena facoltà di decidere se acquistarti definitivamente o meno, indipendentemente dalle tue prestazioni in campo. Si tratta infatti di un'opzione facoltativa e non obbligatoria, regolata dalle condizioni negoziate nel contratto al momento della firma. A livello legale non hai strumenti per costringere il club a esercitare il riscatto, salvo che nel contratto non siano previste clausole che rendano obbligatorio l'acquisto al raggiungimento di determinati obiettivi (numero di presenze, risultati della squadra). L'unica strada percorribile è quella della negoziazione attraverso il tuo procuratore, cercando di convincere la dirigenza del tuo valore sportivo ed economico.

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Utilizzando l’AI — troverai risposte plausibili ma non definitive. In "Contrattualistica e operazioni sportive" un solo dettaglio ignorato può cambiare l'esito.

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Il mio prestito finisce a giugno ma non so entro quando la società deve comunicare se mi riscatta. Rischio di scoprirlo all'ultimo e non avere alternative? - Matteo

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Sì, la società può decidere di non esercitare il diritto di riscatto alla fine del prestito sportivo, facendoti rientrare automaticamente alla società proprietaria del cartellino. La comunicazione deve avvenire entro una data precisa stabilita dalla FIGC, generalmente fissata a fine giugno (ad esempio il 24 giugno per Serie A, B e C), anche se può slittare per motivi come playoff o playout. Il rischio di scoprirlo all'ultimo esiste perché la decisione è unilaterale della società: se non esercita il riscatto entro il termine, torni alla squadra d'origine senza ulteriori vincoli. Per conoscere la scadenza esatta del tuo caso, verifica le clausole specifiche del contratto di prestito e monitora i Comunicati Ufficiali FIGC, eventualmente con supporto di un avvocato sportivo o del tuo agente.

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Nel contratto di prestito c'è scritto che il riscatto è facoltativo ma non capisco se la cifra è già fissata o se le società possono trattare. Questo influisce sulle mie possibilità? - Davide

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Nel prestito sportivo con diritto di riscatto facoltativo, la società cessionaria può liberamente scegliere di non esercitarlo, restituendoti alla società proprietaria del cartellino senza alcun obbligo di pagamento. La cifra di riscatto deve essere obbligatoriamente fissata nel contratto iniziale, come previsto dall'art. 103 N.O.I.F. FIGC, e non può essere successivamente rinegoziata senza accordo bilaterale tra le società. Le tue possibilità di permanenza dipendono esclusivamente dalla valutazione discrezionale della società cessionaria riguardo le tue prestazioni sportive e considerazioni economiche, non da trattative sul prezzo che è già predeterminato. Se la cifra non fosse chiaramente indicata nel contratto, l'opzione potrebbe essere nulla, quindi è fondamentale verificare il testo contrattuale con attenzione o consultare un legale specializzato in diritto sportivo.

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Se la squadra decide di non riscattarmi torno al club di origine, ma lì non ho mai giocato. Posso oppormi al rientro e cercare un'altra soluzione? - Luca

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Nel prestito con diritto di riscatto, la società ospitante può liberamente decidere se acquisire il cartellino o meno, e in caso negativo il giocatore torna automaticamente al club di origine secondo quanto stabilito contrattualmente. Non esiste un diritto legale di opporsi al rientro, poiché si tratta di un contratto atipico regolato dagli accordi tra le parti. Le uniche soluzioni possibili sono di natura negoziale: accordarsi con il club cedente per una nuova cessione verso una terza squadra, facilitare un trasferimento diretto durante il calciomercato, oppure modificare consensualmente i termini contrattuali. La possibilità di trovare un'alternativa dipende dalla volontà delle società coinvolte e dalla capacità di negoziazione del calciatore e del suo agente.

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Ho ricevuto interessamenti da altri club ma la mia società attuale ha il diritto di riscatto. Possono bloccarmi fino alla scadenza anche se poi non mi riscattano? - Marco

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Nel prestito sportivo con diritto di riscatto, la società cessionaria ha una facoltà opzionale e non un obbligo di acquisto del cartellino alla scadenza. Se decide di non esercitare il diritto entro i termini stabiliti dalla FIGC, questo decade automaticamente e il giocatore rientra alla società proprietaria o può negoziare altrove secondo quanto previsto dal contratto. La società non può bloccarti oltre la scadenza naturale del prestito: il vincolo dura solo fino al termine pattuito, dopodiché senza esercizio del riscatto sei libero di ascoltare altre offerte. Eventuali clausole di contro-riscatto o recompra possono essere previste contrattualmente ma devono rispettare scadenze precise.

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Il mio agente dice che non può forzare il riscatto perché è facoltativo. È vero o ci sono margini di trattativa che non conosco? - Francesco

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Il tuo agente ha ragione: il diritto di riscatto è facoltativo e la società cessionaria può decidere liberamente se esercitarlo o meno, valutando le tue prestazioni durante il prestito senza alcun obbligo legale di acquistarti. Se il contratto è già firmato senza clausole specifiche, non esistono margini per forzare il riscatto. Tuttavia, in future trattative potresti negoziare condizioni che trasformino l'opzione in obbligo al verificarsi di determinate condizioni, come un numero minimo di presenze o obiettivi sportivi raggiunti. Altre clausole utili includono diritti di prelazione, contro-riscatto per la società cedente o bonus legati al rendimento che incentivino la valutazione positiva. Per tutelare meglio i tuoi interessi nelle prossime occasioni, è consigliabile farti assistere da un avvocato specializzato in diritto sportivo che rediga clausole personalizzate prima della firma del contratto di prestito.

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Quando ho firmato il prestito non sapevo che potevo inserire clausole a mio favore in caso di mancato riscatto. Ora è troppo tardi o posso ancora fare qualcosa? - Alessandro

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Nel diritto sportivo il diritto di riscatto lascia alla società che riceve il giocatore in prestito la piena facoltà di decidere se acquistarlo definitivamente o restituirlo, senza alcun obbligo. Una volta firmato il contratto, modificarlo richiede il consenso di entrambe le società attraverso un atto integrativo, ma la controparte non è obbligata ad accettare nuove clausole che riducano i suoi vantaggi contrattuali. Potreste tentare una negoziazione diretta proponendo compensazioni o condizioni alternative, ma gli spazi di manovra dipendono dalla disponibilità dell'altra parte e dalla fase in cui si trova il prestito. È consigliabile consultare un legale specializzato in diritto sportivo per valutare concretamente le possibilità di rinegoziazione del vostro contratto specifico.

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Vorrei parlare direttamente col direttore sportivo per capire le loro intenzioni sul riscatto, ma non so se è opportuno o se rischio di peggiorare la situazione. - Tommaso

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Sì, la società può legittimamente non esercitare il diritto di riscatto, trattandosi di una facoltà facoltativa e non di un obbligo contrattuale, salvo presenza di clausole specifiche che lo trasformino in obbligo automatico al verificarsi di determinate condizioni come soglie minime di presenze. Contattare direttamente il direttore sportivo può essere opportuno per sondare informalmente le intenzioni, ma comporta rischi: potrebbe rivelare debolezze nella posizione negoziale o irrigidire la controparte, ed è preferibile agire tramite l'agente del calciatore o un avvocato sportivo per mantenere neutralità e documentare le comunicazioni. Prima di procedere, è consigliabile verificare il contratto specifico per individuare eventuali clausole che vietino contatti diretti o regolino diversamente l'opzione di riscatto. Una comunicazione scritta formale tramite PEC risulta più prudente rispetto a contatti telefonici informali.

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