Diritto dell'Informazione e Media · Diritto all'Oblio, all'Immagine e alla Riservatezza

Rimuovere vecchia notizia da Google: diritto all'oblio

Quella notizia del 2015 continua a comparire quando ti cercano su Google. Danneggia la tua reputazione, blocca opportunità di lavoro e pesa sulla tua vita personale. Non sei condannato a conviverci per sempre.

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Cosa fa l'avvocato in 30 minuti

Sono i 4 standard IUSPERT: l'avvocato deve rispettarli tutti. Se anche uno solo manca, ti rimborsiamo per intero.

  1. Inquadra il casoCosa prevede la legge per la tua situazione concreta, quali fatti contano davvero e i punti di forza che da solo non vedresti.
  2. Valuta i rischiCosa rischi se agisci e cosa rischi se resti fermo, le scadenze da non perdere e le leve legali a tuo favore.
  3. Le strade possibiliLe opzioni realistiche per te, dall'accordo alla diffida fino al ricorso, oppure nessuna azione se non conviene.
  4. Prossimi passi e prioritàCosa fare per primo, quali prove e documenti raccogliere e a chi rivolgerti.

Come funziona

  • Prima: prenoti in pochi minutiDescrivi il caso, ti abbiniamo l'avvocato e scegli giorno e orario. Paghi solo quando confermi.
  • Durante: dal telefono o dal computerAll'orario scelto apri il link che ricevi via email: niente da installare, nessuno spostamento.
  • Dopo: report scritto inclusoRicevi via email un riepilogo dei punti emersi.
  • Se serve proseguireTi accordi direttamente con l'avvocato, che ti fa un preventivo. Nessun obbligo di dargli l'incarico.
Come funziona il rimborso
  • Standard non rispettati: scrivici entro 24 oreDalla fine dell'appuntamento, a info@iuspert.it, con nome e cognome, data e ora dell'appuntamento e cosa non ha funzionato. Confrontiamo la richiesta con il problema che hai descritto e con il report: se uno standard non è stato rispettato, ti rimborsiamo.
  • Annullamenti e ritardi: rimborso automaticoSenza bisogno di chiederlo, se:
    • annulli almeno 24 ore prima dell'appuntamento;
    • l'avvocato non si collega all'orario fissato;
    • l'avvocato arriva con più di 15 minuti di ritardo senza avvisarti.

Cosa non è rimborsabile. L'esito di una causa o di una trattativa, le decisioni prese dopo l'appuntamento e l'appuntamento a cui non ti colleghi entro 15 minuti dall'orario fissato. Testo completo negli art. 5, 7 e 8 dei Termini (si apre in una nuova scheda).

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Ti riconosci?

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Ecco le situazioni più comuni che affrontiamo ogni giorno. Se ti riconosci in una di queste, possiamo aiutarti.

Ho trovato articoli del 2016 su un procedimento poi archiviato. Devo scrivere direttamente a Google o serve un avvocato? C'è un modulo specifico da compilare? Temo di fare errori che compromettano la richiesta.

— Roberto

Risposta da AI Generato

Puoi richiedere la rimozione degli articoli del 2016 sul procedimento archiviato tramite il diritto all'oblio. Non è obbligatorio un avvocato, ma consigliabile per evitare errori. Compila il modulo ufficiale di Google per il diritto all'oblio, indicando i tuoi dati, gli URL degli articoli e le motivazioni dettagliate, allegando la documentazione dell'archiviazione. Parallelamente, contatta direttamente l'editore del sito chiedendo l'aggiornamento o la rimozione dell'articolo. Se Google rifiuta la richiesta, puoi ricorrere al Garante per la Protezione dei Dati Personali o rivolgerti al giudice.

Risposta plausibile, ma non verificata sul tuo caso

Ho un colloquio importante tra due mesi e quella notizia mi sta rovinando le opportunità. Se faccio richiesta ora, in quanto tempo Google rimuove i link? Ci sono modi per accelerare?

— Stefania

Risposta da AI Generato

Puoi richiedere la deindicizzazione della notizia del 2015 tramite il diritto all'oblio previsto dall'articolo 17 del GDPR, se dimostri che i dati sono ormai inadeguati, irrilevanti o eccessivi rispetto al tempo trascorso. I tempi di rimozione da Google variano tipicamente tra alcune settimane e un mese, quindi presentando subito la richiesta tramite il modulo ufficiale hai buone probabilità di completare il processo prima del colloquio. Per accelerare, puoi affidarti a un avvocato specializzato in diritto digitale che gestisca la pratica con documentazione dettagliata sul danno reputazionale e contatti parallelamente il gestore del sito per una rimozione volontaria. Ricorda che la deindicizzazione nasconde il link dai risultati Google ma non cancella il contenuto dal sito originale, per cui potrebbe servire un'azione legale aggiuntiva.

Risposta plausibile, ma non verificata sul tuo caso

Oltre alla consulenza legale, dovrò pagare Google per rimuovere i link? Ci sono spese per ricorsi o per rivolgersi al Garante della Privacy? Vorrei capire l'investimento totale.

— Marco

Risposta da AI Generato

Sì, puoi richiedere la rimozione di una notizia negativa del 2015 invocando il diritto all'oblio. Non dovrai mai pagare Google direttamente: la rimozione tramite il modulo ufficiale di Google o il ricorso al Garante della Privacy sono completamente gratuiti. I costi riguardano solo eventuali servizi professionali: uno studio legale o un'azienda specializzata in reputazione digitale possono addebitare da poche centinaia a diverse migliaia di euro, a seconda della complessità del caso e del numero di link coinvolti. Molti professionisti operano con il sistema "pagamento a risultato", richiedendo un compenso solo se ottengono effettivamente la deindicizzazione, senza anticipi.

Risposta plausibile, ma non verificata sul tuo caso

Il mio caso è stato archiviato per prescrizione, non per innocenza. Ho comunque diritto a chiedere la rimozione delle notizie? Oppure funziona solo in caso di assoluzione piena?

— Alessandro

Risposta da AI Generato

Sì, hai diritto a richiedere la rimozione anche con archiviazione per prescrizione, non serve un'assoluzione piena. Il diritto all'oblio consente la deindicizzazione da Google di notizie obsolete, inadeguate o eccessive rispetto all'interesse pubblico attuale, e dopo dieci anni dal 2015 la prescrizione rende i fatti non più rilevanti per il pubblico. Puoi inviare richiesta gratuita tramite il modulo online di Google indicando gli URL, il motivo (obsolescenza per prescrizione e tempo trascorso) e documentazione dell'archiviazione; Google valuterà il bilanciamento tra privacy e informazione rispondendo in circa trenta giorni. In caso di rifiuto, puoi presentare reclamo al Garante Privacy o ricorrere al tribunale, con ottime possibilità di successo per fatti datati e prescritti.

Risposta plausibile, ma non verificata sul tuo caso

Ho paura che Google dica di no e quella notizia resti lì per sempre. Se rifiutano, posso fare ricorso? Ci sono altre strade legali? Rischio di peggiorare la situazione?

— Francesca

Risposta da AI Generato

Puoi assolutamente fare ricorso se Google rifiuta: prima al Garante Privacy italiano tramite reclamo formale, poi eventualmente in tribunale civile, che può ordinare la rimozione anche a livello mondiale. In parallelo, puoi richiedere la cancellazione direttamente al sito che ospita la notizia tramite diffida legale basata sul GDPR, oppure adottare strategie reputazionali pubblicando contenuti positivi per spostare la notizia negativa oltre la prima pagina di Google. Il rischio di peggiorare la situazione è basso se ti fai assistere da un avvocato specializzato, che saprà bilanciare diritto all'oblio e interesse pubblico senza provocare effetti controproducenti. Una notizia del 2015 ha buone probabilità di rimozione se dimostra obsolescenza e assenza di rilevanza attuale.

Risposta plausibile, ma non verificata sul tuo caso

Per chiedere la deindicizzazione devo allegare la sentenza di assoluzione? Servono altri documenti che provano la conclusione del procedimento? Non ho conservato tutto, è un problema?

— Davide

Risposta da AI Generato

Per richiedere la deindicizzazione di una notizia negativa del 2015 non è obbligatorio allegare la sentenza di assoluzione, ma è fortemente consigliato per rafforzare la richiesta. Google richiede principalmente documento d'identità, link alla notizia, query di ricerca e motivazione chiara, mentre sentenze o certificati del casellario giudiziale sono opzionali ma aumentano le probabilità di successo. Se non hai conservato i documenti puoi richiedere duplicati al tribunale competente o certificati alla Procura della Repubblica. Per notizie risalenti al 2015 l'interesse pubblico è spesso cessato, favorendo la rimozione anche senza prove complete. In caso di rigetto puoi rivolgerti al Garante Privacy o a un avvocato specializzato in diritto all'oblio.

Risposta plausibile, ma non verificata sul tuo caso

La notizia è stata ripresa anche da testate estere e compare su Google.com, non solo su Google.it. Posso chiedere la rimozione anche dai risultati internazionali o vale solo per l'Italia?

— Giulia

Risposta da AI Generato

La rimozione di notizie negative dal 2015 può estendersi anche a Google.com e ai risultati internazionali, non solo a Google.it. La Corte di Cassazione italiana ha stabilito che il diritto alla protezione dei dati personali non tollera limitazioni territoriali e che un giudice o il Garante Privacy può ordinare la deindicizzazione mondiale quando necessario per tutelare efficacemente i diritti della persona. Dovrai presentare richiesta tramite il modulo Google per il diritto all'oblio allegando prove della lesione e, in caso di rifiuto, rivolgerti al Garante Privacy o procedere giudizialmente. Tuttavia, la rimozione non è automatica se la notizia è vera e sussiste ancora un interesse pubblico rilevante.

Risposta plausibile, ma non verificata sul tuo caso

Ho scritto al giornale chiedendo di rimuovere l'articolo ma si sono rifiutati, dicendo che è cronaca. Posso obbligarli? Oppure devo limitarmi a chiedere la deindicizzazione su Google?

— Luca

Risposta da AI Generato

Non puoi obbligare il giornale a rimuovere l'articolo dall'archivio online, poiché la conservazione di notizie di cronaca veritiere è tutelata dal diritto di informazione e dalla funzione di memoria storica. Il rifiuto del giornale è legittimo se l'articolo rispetta i criteri di verità, pertinenza e continenza. La soluzione più efficace è richiedere la deindicizzazione direttamente a Google tramite il modulo online, invocando il diritto all'oblio previsto dall'art. 17 GDPR: una notizia del 2015 ormai non attuale ha buone probabilità di accoglimento. In alternativa, puoi presentare reclamo al Garante Privacy per ottenere misure intermedie come una nota di aggiornamento o la deindicizzazione interna dal sito del giornale.

Risposta plausibile, ma non verificata sul tuo caso

Attenzione

Utilizzando l’AI troverai risposte plausibili ma generiche, un solo dettaglio ignorato può cambiare tutto

Non fidarti di algoritmi che non ti ascoltano davvero: un avvocato esperto ascolta il tuo caso e ti dà una risposta su misura, chiara e concreta.

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Avv. Marco D., avvocato esperto in avvio e struttura della startup
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Avv. Agnese B., avvocato esperto in cittadinanza iure sanguinis (per discendenza)
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Domande frequenti

Prima di prenotare

Posso annullare o spostare l'appuntamento con l'avvocato?

Certamente. Hai tempo fino a 24 ore prima della Video Consulenza Legale per modificare o cancellare la prenotazione senza costi. Scaduto questo termine, la consulenza è confermata e non rimborsabile.

Cosa succede dopo la prenotazione?

Nella e-mail di conferma di prenotazione troverai il link sicuro e personale per l'accesso. L'avvocato riceve la descrizione del tuo caso prima della call, così si va dritti al punto. La Video Consulenza Legale si svolge in diretta: ovunque tu sia, hai 30 minuti tutti per te per parlare faccia a faccia con l'avvocato e affrontare il tuo caso.

30 minuti bastano?

Per la maggior parte dei casi sì: l'avvocato riceve la descrizione del tuo caso prima della call e la consulenza segue una scaletta precisa (inquadramento, rischi e opzioni, prossimi passi). Il report scritto ti resta anche dopo. Se il tuo caso richiede un approfondimento o un'assistenza continuativa, puoi proseguire direttamente con l'avvocato, che ti fa un preventivo. Nessun obbligo di dargli l'incarico.

Devo preparare documenti prima della call?

Non è obbligatorio, ma se hai documenti relativi al tuo caso (sentenze, contratti, lettere) può essere utile averli a portata di mano. L'avvocato ti farà domande specifiche durante la call.

La consulenza è davvero riservata?

Sì. La piattaforma non conserva le conversazioni tra cliente e avvocato. I dati vengono utilizzati solo per il tempo strettamente necessario a verificare la qualità del servizio e successivamente eliminati.

Come funziona il rimborso se non sono soddisfatto?

Se la consulenza non rispetta gli standard di chiarezza e utilità promessi, puoi richiedere una verifica entro 24 ore dal termine dell'incontro. Analizzeremo il report della sessione e, se la consulenza risulta effettivamente non conforme agli standard IUSPERT, ti riconosceremo il rimborso.

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