Bug software non risolti: cosa fare con il fornitore

Paghi regolarmente il canone di manutenzione, ma il tuo gestionale continua ad avere malfunzionamenti che bloccano il lavoro. Il fornitore promette interventi che non arrivano mai. La tua operatività è a rischio ogni giorno. Scopri se puoi sospendere i pagamenti, richiedere penali o cambiare fornitore senza perdere dati e investimenti. Parliamone subito.

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Ecco le situazioni più comuni che affrontiamo ogni giorno. Se ti riconosci in una di queste, possiamo aiutarti.

Il nostro gestionale ordini va in crash ogni settimana e perdiamo vendite. Paghiamo 8000 euro l'anno di manutenzione ma in sei mesi non hanno risolto nulla. Posso smettere di pagare finché non sistemano? - Roberto

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Non può smettere di pagare unilateralmente senza rischiare di risultare moroso, poiché il canone di manutenzione è dovuto per contratto indipendentemente dalla risoluzione dei singoli bug. Tuttavia, il mancato intervento su crash critici per sei mesi configura un inadempimento grave del fornitore, che è obbligato a garantire la corretta operatività del software. Le vie legali corrette sono: inviare subito una diffida formale via PEC fissando un termine perentorio per risolvere i problemi, quantificando i danni subiti dalle vendite perse; solo dopo questa intimazione può invocare l'eccezione di inadempimento per sospendere i pagamenti in proporzione alla gravità, oppure richiedere la risoluzione del contratto con risarcimento danni. Consulti il contratto per verificare clausole su tempi di intervento e limiti di responsabilità, e raccolga prove documentali dei crash e delle perdite economiche.

Nota bene

Utilizzando l’AI — troverai risposte plausibili ma non definitive. In "Contratti IT, Software e Piattaforme Digitali" un solo dettaglio ignorato può cambiare l'esito.

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Abbiamo segnalato un bug critico che blocca la fatturazione elettronica. Sono passate tre settimane e rispondono solo che stanno verificando. Esiste un termine massimo entro cui devono intervenire? - Francesca

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Nel diritto italiano non esiste un termine legale fisso entro cui il fornitore deve risolvere bug critici: l'obbligo dipende dalle clausole contrattuali specifiche (tempi di intervento negli SLA, livelli di priorità) o, in loro assenza, dal principio generale di adempimento in "termini congrui" secondo l'articolo 1183 del Codice Civile. Tre settimane di semplice "verifica" per un bug che blocca la fatturazione elettronica possono configurare inadempimento contrattuale, soprattutto se il contratto prevede assistenza tempestiva o penali per ritardi. Le consigliamo di inviare immediatamente una diffida formale via PEC specificando il danno subito e fissando un termine ragionevole per l'intervento (es. 5-10 giorni lavorativi), dopodiché potrà valutare rimedi come riduzione del corrispettivo, risoluzione contrattuale o risarcimento danni. Verifichi attentamente le clausole del contratto di manutenzione relative a tempi di risposta, livelli di servizio e procedura per le segnalazioni critiche.

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A causa dei malfunzionamenti del software ho dovuto assumere personale extra per gestire manualmente le operazioni. Il contratto prevede penali? Posso farmi rimborsare i danni subiti? - Marco

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Se il contratto di manutenzione prevede clausole penali per ritardi o mancata risoluzione di bug critici entro termini stabiliti, il fornitore è tenuto al loro pagamento. Puoi inoltre richiedere il rimborso dei danni effettivamente subiti, inclusi i costi del personale extra assunto, dimostrando il nesso causale tra l'inadempimento e le spese sostenute. Verifica nel contratto eventuali limiti di responsabilità o clausole che potrebbero limitare il risarcimento. È consigliabile inviare una diffida formale al fornitore documentando i danni e invocando le penali previste. In assenza di clausole specifiche si applicano le norme generali del Codice Civile sull'inadempimento contrattuale.

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Non ne posso più, vorrei passare a un altro gestionale. Ma ho paura di perdere tutti i dati storici e dover ricominciare da zero. Come funziona la portabilità? Posso uscire dal contratto senza penali? - Laura

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Hai diritto alla portabilità dei dati in base all'articolo 20 del GDPR: puoi richiedere tutti i tuoi dati personali in formato strutturato e leggibile da dispositivo automatico, e il fornitore deve garantire l'interoperabilità con il nuovo sistema. Per quanto riguarda l'uscita dal contratto senza penali, devi verificare le clausole specifiche del tuo accordo di manutenzione: mesi di bug critici irrisolti potrebbero costituire inadempienza grave che giustifica la risoluzione. Ti consiglio di consultare uno specialista in diritto commerciale che valuterà se sussistono violazioni contrattuali sufficienti a liberarti dalle penali, mentre per eventuali ostacoli al trasferimento dati puoi rivolgerti al Garante della Privacy.

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Ho segnalato i problemi decine di volte via email e ticket. Per contestare formalmente l'inadempimento devo mandare raccomandata? Le email valgono come prova in caso di causa? - Alessandro

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Le email e i ticket valgono come prova in giudizio se dimostrano la ricezione e i contenuti delle segnalazioni, ma per contestare formalmente l'inadempimento è consigliabile inviare una diffida tramite PEC o raccomandata A/R. Questa modalità garantisce certezza probatoria e interrompe i termini di prescrizione. Nella diffida specifica i bug critici segnalati, il tempo trascorso senza risoluzione e intima l'adempimento entro un termine preciso. Se l'inadempimento persiste dopo la diffida, potrai richiedere la risoluzione del contratto e il risarcimento danni, considerando che il contratto di manutenzione configura un'obbligazione di risultato la cui violazione grave giustifica la risoluzione contrattuale.

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Il contratto dice tempi di intervento entro 48 ore per bug critici, ma loro rispondono dopo settimane. Questo non rispetto dello SLA mi dà diritto a rescindere il contratto o chiedere indennizzi? - Simona

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Il mancato rispetto sistematico dei tempi di intervento previsti dallo SLA costituisce un inadempimento contrattuale grave che le consente sia di rescindere il contratto sia di richiedere indennizzi. Prima di procedere, invii una diffida formale al fornitore tramite raccomandata A/R o PEC, documentando tutti i ritardi con ticket, email e log dei bug critici, e assegnando un termine perentorio per l'adempimento. Se l'inadempimento persiste, può risolvere il contratto e richiedere il risarcimento dei danni effettivamente subiti, come costi aggiuntivi o perdite produttive, verificando eventuali limitazioni di responsabilità previste dal contratto stesso. Conservi tutta la documentazione e consideri una consulenza legale per quantificare correttamente i danni e gestire l'eventuale contenzioso.

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Dato che il fornitore non risolve, ho pensato di far intervenire un tecnico esterno per sistemare il software. Ma poi perdo la garanzia? Posso addebitare i costi al fornitore inadempiente? - Giuseppe

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Se il fornitore non risolve bug critici da mesi, puoi legittimamente far intervenire un tecnico esterno senza perdere automaticamente la garanzia, ma solo dopo aver inviato una diffida scritta al fornitore fissando un termine perentorio per la risoluzione (ad esempio 15-30 giorni) e documentando l'inadempienza. I costi sostenuti per l'intervento esterno possono essere addebitati al fornitore inadempiente, a condizione che tu abbia rispettato la procedura di intimazione formale, conservato tutta la documentazione dei bug segnalati e dei tempi di risposta previsti dal contratto, e mantenuto prove dettagliate delle spese sostenute. È fondamentale verificare che il contratto di manutenzione preveda tempi di risposta specifici (SLA) e clausole di responsabilità per ritardi, poiché il superamento di tali termini costituisce inadempimento contrattuale che legittima sia l'intervento di terzi che la richiesta di rimborso e risarcimento danni.

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Il contratto scade tra due mesi e mi hanno già mandato il rinnovo da firmare. Dopo tutti questi problemi non vorrei rinnovare, ma temo che mi lascino senza assistenza proprio nel momento del passaggio. Come mi tutelo? - Daniela

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Se il fornitore non risolve bug critici da mesi, invia subito una diffida formale via PEC documentando tutti gli inadempimenti e richiedendo la risoluzione entro un termine perentorio di 15-30 giorni. Non firmare il rinnovo e comunica per iscritto l'intenzione di non rinnovare per grave inadempimento. Per tutelarti durante il passaggio, negozia un breve periodo di assistenza transitoria post-scadenza condizionato al pagamento proporzionale, oppure identifica parallelamente un fornitore alternativo da testare prima della scadenza. Verifica eventuali clausole di rinnovo automatico e disdici nei termini previsti. In caso di necessità, puoi richiedere la risoluzione giudiziale del contratto o il risarcimento danni, specialmente se i bug hanno causato perdite operative documentabili.

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