Infortunio durante lo smart working: responsabilità del datore

Ti sei infortunato lavorando da casa e non sai se il tuo datore è responsabile? Capire i tuoi diritti e gli obblighi dell'azienda è fondamentale per ottenere il giusto risarcimento e la copertura INAIL.

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Ti stai facendo queste domande?

Ecco le situazioni più comuni che affrontiamo ogni giorno. Se ti riconosci in una di queste, possiamo aiutarti.

Ieri sono caduta dalle scale di casa mentre andavo a prendere dei documenti per una call urgente. Devo avvisare subito l'azienda? Come faccio la denuncia all'INAIL se ero a casa mia e non in ufficio? - Roberta

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Sì, devi avvisare immediatamente l'azienda dell'accaduto, fornendo una descrizione dettagliata della dinamica e specificando che stavi svolgendo un'attività lavorativa quando sei caduta. L'infortunio potrebbe essere riconosciuto dall'INAIL se si dimostra il nesso causale diretto tra l'evento e la prestazione lavorativa: nel tuo caso, il fatto di andare a prendere documenti per una call urgente potrebbe costituire tale collegamento. Il datore di lavoro ha l'obbligo di presentare la denuncia all'INAIL nei termini previsti, ma puoi anche rivolgerti direttamente all'ente per verificare lo stato della pratica. Conserva tutta la documentazione medica e raccogli eventuali testimonianze utili a dimostrare che l'incidente è avvenuto durante lo svolgimento di attività lavorativa.

ATTENZIONE: utilizzando l’AI — troverai risposte plausibili ma non definitive, un solo dettaglio ignorato può cambiare tutto.

Non fidarti di algoritmi che non ti ascoltano davvero: ottieni la certezza di una risposta legale su misura, chiara e definitiva per il tuo caso.

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Mi sono infortunato una settimana fa lavorando da casa ma ho aspettato perché non ero sicuro fosse un infortunio sul lavoro. Ho ancora tempo per fare la comunicazione o ho perso dei diritti? - Andrea

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Hai ancora tempo per comunicare l'infortunio, ma devi agire immediatamente perché il ritardo potrebbe compromettere i tuoi diritti e sollevare dubbi sul nesso causale con l'attività lavorativa. L'infortunio in smart working è coperto dall'INAIL se avvenuto durante l'esecuzione delle mansioni e con un collegamento diretto al lavoro svolto. Contatta subito l'INAIL e il tuo datore di lavoro documentando con precisione le circostanze dell'infortunio: cosa stavi facendo, dove ti trovavi e come è avvenuto l'incidente. Il datore di lavoro mantiene la responsabilità della sicurezza anche nel lavoro da remoto e deve averti fornito un'informativa sui rischi.

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Dovrò stare a casa tre mesi per un incidente durante l'orario di lavoro. L'INAIL mi copre come se fossi stato in ufficio? Riceverò lo stesso stipendio o ci sono differenze? - Francesco

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

L'INAIL copre l'infortunio in smart working esattamente come se fossi stato in ufficio, purché l'incidente sia avvenuto durante l'attività lavorativa e vi sia un nesso causale diretto con il lavoro svolto. Riceverai lo stesso stipendio per i tre mesi di prognosi: i primi tre giorni sono pagati interamente dal datore, dal quarto al novantesimo giorno l'INAIL eroga il sessanta per cento della retribuzione e il datore integra fino al cento per cento, dal novantunesimo giorno l'INAIL passa al settantacinque per cento con integrazione datoriale. Non ci sono differenze economiche rispetto a un infortunio in sede, ma è fondamentale denunciare tempestivamente l'incidente e verificare che sia riconosciuto il legame con l'attività lavorativa. Consulta il tuo CCNL per eventuali dettagli specifici sulla tua situazione contrattuale.

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Mi sono slogata la caviglia durante la pausa pranzo scendendo in giardino. Il fatto che fosse pausa pranzo cambia qualcosa? E se l'incidente è in una stanza diversa da quella dove lavoro di solito? - Claudia

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Durante la pausa pranzo l'infortunio non è coperto dalla tutela INAIL perché manca il nesso causale con l'attività lavorativa, requisito essenziale per il riconoscimento dell'infortunio in smart working. La normativa richiede un collegamento diretto tra la prestazione lavorativa e il danno subito, che viene meno quando l'attività è sospesa. Per quanto riguarda la stanza diversa da quella abituale, questo non influisce sulla tutela purché l'infortunio avvenga durante lo svolgimento effettivo del lavoro e in un luogo concordato per l'attività. Il datore di lavoro resta comunque tenuto a fornire un'informativa scritta annuale sui rischi generali e specifici del lavoro agile.

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Il mio capo dice che l'infortunio è colpa mia perché sono a casa e l'azienda non è responsabile. Non vuole fare la denuncia INAIL. Cosa posso fare per tutelare i miei diritti? - Simone

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Il tuo datore di lavoro è obbligato per legge a denunciare l'infortunio all'INAIL entro 2 giorni dal ricevimento del certificato medico, anche se avvenuto durante lo smart working. La normativa italiana (art. 23 L. 81/2017) tutela il lavoratore in smart working esattamente come se fosse in azienda, e il datore mantiene la responsabilità per la sicurezza e gli obblighi assicurativi. Se il tuo capo rifiuta, puoi denunciare autonomamente l'infortunio all'INAIL presentando il certificato medico e la documentazione che attesti il nesso causale con l'attività lavorativa. Ti consiglio di inviare subito una comunicazione scritta (PEC o raccomandata A/R) al datore diffidandolo ad adempiere, e di rivolgerti a un patronato o agli avvocati specializzati presenti su IUSPERT.IT per assistenza nella denuncia e nell'eventuale ricorso al Giudice del Lavoro per tutelare i tuoi diritti.

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Ero da solo in casa quando è successo. Non ho testimoni e l'azienda sembra scettica. Bastano il certificato medico e la mia dichiarazione o serve altro per dimostrare che l'incidente è avvenuto davvero? - Marco

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Il certificato medico e la tua dichiarazione dettagliata sono generalmente sufficienti per denunciare l'infortunio all'INAIL, che valuta autonomamente senza necessità di testimoni oculari. È fondamentale che la tua descrizione dimostri il nesso causale tra l'incidente e l'attività lavorativa, indicando con precisione data, ora, luogo e dinamica dell'accaduto. L'azienda è obbligata per legge a trasmettere la denuncia entro 24 ore dalla ricezione; la loro scetticità non può bloccare la procedura. In caso di contestazione, elementi come log informatici o email possono rafforzare la tua posizione, ma non sono obbligatori. Se necessario, puoi rivolgerti a un patronato per assistenza gratuita o consultare gli avvocati specializzati presenti su Iuspert.it per valutare un eventuale ricorso.

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L'INAIL mi copre l'assenza ma ho avuto spese mediche alte e danni permanenti. Posso chiedere un risarcimento ulteriore al datore di lavoro se non aveva fatto la valutazione dei rischi per lo smart working? - Elena

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Sì, puoi chiedere un risarcimento ulteriore al datore di lavoro se dimostri che l'infortunio è conseguenza della mancata valutazione dei rischi per lo smart working, obbligo previsto dal decreto legislativo 81/2008. L'indennizzo INAIL copre le prestazioni previdenziali, ma non esclude l'azione di responsabilità civile per i danni non indennizzati, come il danno biologico permanente nella sua interezza o il danno morale. Per valutare la fondatezza della tua pretesa e quantificare il danno risarcibile, è opportuno rivolgersi a un avvocato specializzato presente su IUSPERT.IT che possa analizzare la documentazione medica, l'eventuale inadempienza del datore agli obblighi di sicurezza e il nesso causale tra omissione e danno subito.

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L'INAIL ha respinto la mia richiesta dicendo che l'infortunio non è collegato al lavoro. Io invece sono certa di essermi fatta male durante una videoconferenza. Posso contestare questa decisione? - Valentina

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Sì, puoi assolutamente contestare la decisione dell'INAIL. Hai due possibilità: prima presentare un ricorso amministrativo entro 30 giorni dalla notifica del diniego, allegando prove come referti medici, testimonianze o comunicazioni del datore che confermino che stavi lavorando durante la videoconferenza. Se questo ricorso viene respinto, puoi rivolgerti al Tribunale del Lavoro entro 3 anni dall'evento. La Legge 81/2017 equipara gli infortuni in smart working a quelli tradizionali quando sono direttamente collegati all'attività lavorativa, e ci sono precedenti favorevoli come la sentenza del Tribunale di Padova che ha riconosciuto un infortunio durante una riunione online. È consigliabile farti assistere da un patronato o consultare un avvocato del lavoro per preparare la documentazione necessaria.

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