Maternità anticipata negata dal medico aziendale?

Sei incinta e il tuo lavoro è pesante o rischioso, ma il medico del datore dice che puoi continuare fino all'ottavo mese. Ti senti in pericolo e non sai come tutelarti. Puoi rivolgerti all'ASL per ottenere l'interdizione. Scopri subito se hai diritto all'interdizione anticipata e come ottenerla tramite ASL anche se il medico aziendale ha detto no. Proteggi te e il tuo bambino.

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Ecco le situazioni più comuni che affrontiamo ogni giorno. Se ti riconosci in una di queste, possiamo aiutarti.

Lavoro in un negozio, sto sempre in piedi e sollevo scatoloni. Il medico aziendale dice che posso continuare ma io mi sento sfinita e ho paura. Come faccio a chiedere l'interdizione all'ASL? - Chiara

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Se il medico aziendale nega il rischio ma le tue mansioni comportano sforzi fisici incompatibili con la gravidanza, puoi rivolgerti direttamente all'Ispettorato Territoriale del Lavoro (ITL) della tua provincia, non all'ASL. Devi presentare domanda di interdizione anticipata allegando un certificato del tuo ginecologo o medico di famiglia che attesti i rischi specifici legati al lavoro in piedi e al sollevamento pesi. Prima comunica formalmente al datore di lavoro la gravidanza e chiedi lo spostamento a mansioni compatibili; se impossibile, procedi con l'istanza all'ITL che emetterà il provvedimento di astensione retribuita all'80% fino alla maternità obbligatoria. Per assistenza gratuita nella compilazione della domanda rivolgiti a un patronato o sindacato.

Nota bene

Utilizzando l’AI — troverai risposte plausibili ma non definitive. In "Malattia, Infortuni, Congedi e TFR" un solo dettaglio ignorato può cambiare l'esito.

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Ho fatto richiesta all'ASL per maternità anticipata perché lavoro con prodotti chimici. Dopo quanto mi rispondono? Nel frattempo devo continuare ad andare al lavoro? - Martina

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Sì, puoi rivolgerti all'ASL anche se il medico aziendale nega il rischio: l'ASL valuta autonomamente presentando un certificato del ginecologo che attesti il rischio da esposizione a prodotti chimici. L'ASL deve rispondere entro 7 giorni dalla domanda, decorsi i quali scatta il silenzio-assenso e la maternità anticipata si considera accolta automaticamente. Nel frattempo devi continuare ad andare al lavoro e rimanere reperibile per eventuale visita fiscale ASL nelle fasce orarie 10:00-12:00 e 17:00-19:00. Informa subito il datore di lavoro dello stato di gravidanza, che deve verificare se possa sposterti a mansioni compatibili. Se l'ASL accoglie la richiesta, l'astensione decorre dalla data del certificato medico e l'INPS eroga l'indennità all'80% della retribuzione.

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Se anche l'ASL mi dice di no come il medico aziendale, posso fare qualcos'altro? Oppure devo per forza lavorare fino all'ottavo mese anche se mi sento male? - Federica

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Se il medico aziendale nega il rischio per la maternità anticipata, puoi rivolgerti all'ASL o al Servizio di Prevenzione negli Ambienti di Lavoro per una valutazione. Qualora anche l'ASL neghi la tua richiesta, hai diritto di presentare domanda motivata alla Direzione Territoriale del Lavoro (ora Ispettorato Territoriale del Lavoro), allegando certificati medici e descrizione delle mansioni: questa è l'autorità competente a decidere sull'interdizione anticipata dal lavoro. Se ti senti male, non sei obbligata a lavorare fino all'ottavo mese: puoi richiedere al tuo medico di base o ginecologo un certificato di malattia che giustifica l'assenza retribuita. Ricorda che l'astensione obbligatoria standard inizia comunque due mesi prima del parto, quindi intorno al settimo mese di gravidanza.

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Se ottengo la maternità anticipata dall'ASL, vengo pagata come la malattia normale o come il congedo di maternità? Quanto prendo? - Elena

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Sì, puoi rivolgerti all'ASL se il medico aziendale nega il rischio: l'ASL valuterà autonomamente la tua situazione sanitaria e potrà concedere l'astensione anticipata in caso di complicanze che mettano a rischio la salute tua o del bambino. La maternità anticipata ottenuta dall'ASL viene retribuita come il congedo di maternità obbligatorio, non come la malattia: ricevi l'80% della retribuzione media giornaliera dall'INPS, con eventuale integrazione fino al 100% se prevista dal tuo contratto collettivo. Presenta domanda telematica all'INPS allegando il certificato medico rilasciato dall'ASL o dal ginecologo del Servizio Sanitario Nazionale.

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Ho paura che se vado dall'ASL contro il parere del medico aziendale il mio capo si arrabbi e trovi il modo di cacciarmi. Sono tutelata? - Silvia

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Sì, puoi rivolgerti all'ASL anche se il medico aziendale ha negato il rischio: la certificazione medica per la maternità anticipata può essere rilasciata da qualsiasi specialista ginecologo o medico del Servizio Sanitario Nazionale, non necessariamente dal medico aziendale. Sei pienamente tutelata dalla legge contro qualsiasi ritorsione del datore di lavoro: licenziamento, demansionamento o altre misure discriminatorie adottate perché hai esercitato un diritto di maternità sono illegittime e ti danno diritto a tutele legali specifiche, compresa la reintegra nel posto di lavoro. Presenta la domanda alla Direzione Territoriale del Lavoro allegando il certificato dell'ASL e, per completezza, anche il parere negativo del medico aziendale.

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Voglio fare domanda all'ASL ma non so cosa portare. Servono certificati medici particolari? Devo far vedere il contratto di lavoro o basta la certificazione di gravidanza? - Giulia

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Sì, puoi rivolgerti all'ASL se il medico aziendale nega il rischio per la maternità anticipata. Per la domanda devi presentare un modulo specifico (scaricabile dal sito ASL o disponibile allo sportello) e allegare obbligatoriamente un certificato medico ginecologico in originale che indichi lo stato di gravidanza, la data presunta del parto e soprattutto la diagnosi specifica del rischio con prognosi e giorni di riposo. Non basta una semplice certificazione di gravidanza generica. Serve inoltre la copia del documento di identità e i dati del datore di lavoro da inserire nel modulo. Il contratto di lavoro non è espressamente richiesto ma può essere utile portarne copia per completezza. L'ASL effettuerà l'accertamento del rischio ed eventualmente emetterà il provvedimento di astensione anticipata da inviare a te, INPS e datore di lavoro.

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Faccio turni anche di notte in ospedale come infermiera. Il medico aziendale dice che posso continuare ma sono al quinto mese e non ce la faccio più. L'ASL può darmi ragione? - Alessandra

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Sì, puoi assolutamente rivolgerti all'ASL che può contraddire il parere del medico aziendale. Come infermiera al quinto mese che lavora su turni notturni, hai già diritto all'esenzione immediata dal lavoro notturno, vietato dalla certificazione della gravidanza fino a un anno dopo il parto. Per la maternità anticipata, presenta domanda scritta all'ASL competente portando certificati medici e descrizione dei turni: il loro giudizio è vincolante e il datore di lavoro deve adeguarsi. Durante l'astensione anticipata riceverai l'indennità INPS pari all'80% della retribuzione. Il lavoro infermieristico in turni notturni è considerato gravoso in gravidanza avanzata secondo la normativa vigente.

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Il medico del lavoro mi ha visitata cinque minuti e ha detto tutto ok, ma non ha guardato bene cosa faccio davvero. Posso far valere che la sua valutazione è superficiale? - Roberta

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Sì, puoi assolutamente rivolgerti all'ASL se ritieni superficiale la valutazione del medico aziendale. La sua valutazione non è vincolante per l'interdizione anticipata dal lavoro. Presenta domanda di maternità anticipata all'ASL allegando un certificato del tuo ginecologo o medico SSN che attesti le condizioni di rischio legate alle tue mansioni effettive o alla tua salute. Se l'ASL accerta il rischio, emetterà il provvedimento di interdizione che prevale sulla valutazione aziendale, garantendoti il congedo con indennità INPS all'80%. Per assistenza nella procedura puoi rivolgerti a un patronato o sindacato.

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