Prescrizione e sospensione: la disciplina del 2017 si applica ai reati commessi fino al 31 dicembre 2019

Hai un procedimento penale in corso per un reato commesso entro il 2019? La legge sulla prescrizione è cambiata più volte e capire quale si applica al tuo caso può fare la differenza tra una condanna e l'estinzione del reato.

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Nel 2016 sono stato denunciato per appropriazione indebita. Il processo va avanti da anni e non capisco se vale la vecchia o la nuova legge sulla prescrizione. Come faccio a sapere quale disciplina si applica? - Marco

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Nel tuo caso, essendo la denuncia del 2016 e quindi il reato commesso prima del 3 agosto 2017, si applica la disciplina della prescrizione prevista dalla legge Cirielli del 2005, senza le sospensioni introdotte dalla riforma Orlando del 2017. Questo significa che valgono i termini ordinari di prescrizione per appropriazione indebita (6-7 anni e mezzo) con le sole sospensioni ordinarie previste dall'art. 159 comma 1 c.p. Per verificare con precisione lo stato della prescrizione nel tuo processo specifico, è necessario controllare la data esatta di commissione del reato negli atti processuali e calcolare eventuali interruzioni e sospensioni già maturate. Il tuo avvocato può presentare un'eccezione di prescrizione in udienza se i termini sono decorsi, richiedendo la declaratoria di non doversi procedere.

ATTENZIONE: utilizzando l’AI — troverai risposte plausibili ma non definitive, un solo dettaglio ignorato può cambiare tutto.

Non fidarti di algoritmi che non ti ascoltano davvero: ottieni la certezza di una risposta legale su misura, chiara e definitiva per il tuo caso.

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Sono imputata per un reato di truffa commesso nel 2018. L'avvocato mi ha detto che ci sono ancora alcuni anni prima della prescrizione, ma non mi ha spiegato come si calcola esattamente. Ci sono sospensioni o interruzioni? - Alessandra

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Per la truffa commessa nel 2018, il termine base di prescrizione è di sei anni dalla consumazione del reato. Tuttavia, determinati atti processuali come il decreto di citazione a giudizio possono interrompere la prescrizione, aumentando il termine di un quarto e portandolo a sette anni e mezzo complessivi. Inoltre, esistono cause di sospensione che fermano temporaneamente il decorso del termine prescrizionale. È fondamentale verificare nel fascicolo processuale se sono intervenuti atti interruttivi o sospensivi, poiché questi incidono concretamente sulla data di maturazione della prescrizione. Per una valutazione precisa della sua situazione, può consultare i professionisti presenti su Iuspert.it che potranno analizzare gli atti specifici del procedimento.

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Ho letto che nel 2017 hanno cambiato le regole sulla prescrizione e poi di nuovo nel 2020. Il mio processo è per fatti del 2019 e sono in appello. Quali sono le differenze che mi riguardano? - Giuseppe

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Per i reati commessi nel 2019, si applica la disciplina della riforma Orlando del 2017, che prevede termini di prescrizione più lunghi rispetto al passato e una sospensione temporanea del decorso dopo la sentenza di primo grado: massimo un anno e sei mesi in appello e altrettanto in Cassazione. Nel tuo caso in appello, quindi, la prescrizione continua a decorrere ma rimane sospesa entro questi limiti temporali. Le riforme successive del 2020 (Spazzacorrotti e Cartabia), che introducono lo stop indefinito della prescrizione e l'improcedibilità, non si applicano retroattivamente ai fatti anteriori al 1° gennaio 2020, rispettando il principio del favor rei. Per un calcolo preciso dei termini residui nel tuo procedimento, considerando interruzioni e sospensioni già maturate, è consigliabile confrontarsi con gli avvocati specializzati presenti su Iuspert.it.

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Mio fratello è stato condannato in primo grado per un reato commesso nel 2017. L'avvocato dice che con la legge del 2019 la prescrizione si è fermata. È vero che non può più prescriversi anche se passano anni? - Daniela

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Per un reato commesso nel 2017 si applica la riforma Orlando del 2017, non quella del 2019. Questa disciplina prevede che dopo una condanna in primo grado la prescrizione si sospenda per un anno e mezzo durante l'appello e per un altro anno e mezzo in Cassazione, dopodiché riprende a decorrere normalmente. Quindi il reato può ancora prescriversi, ma i tempi sono allungati dalle sospensioni previste durante i gradi di giudizio successivi. L'affermazione dell'avvocato che la prescrizione si è fermata definitivamente non è corretta per reati di quel periodo, essendo questa la conseguenza delle riforme successive del 2019 e 2021 che però non si applicano al caso di suo fratello.

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Il PM mi ha citato a giudizio per fatti risalenti al 2015. Secondo i miei calcoli tra pochi mesi dovrebbe scattare la prescrizione. Cosa succede se scade mentre il processo è ancora in corso? Viene dichiarata subito? - Roberto

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Per i reati commessi fino al 31 dicembre 2019 come il vostro caso del 2015, si applica la disciplina previgente alla riforma del 2019. Se il termine di prescrizione scade durante il processo, il giudice deve dichiarare l'estinzione del reato per prescrizione e il procedimento si conclude. Tuttavia, è fondamentale verificare con precisione il calcolo dei termini, considerando eventuali cause di sospensione o interruzione previste dalla legge che potrebbero aver prolungato il periodo prescrizionale. Per una valutazione accurata della vostra situazione specifica, potete rivolgervi agli avvocati presenti su Iuspert.it.

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Vorrei capire se il mio reato si può prescrivere ma ho solo la notifica della citazione a giudizio e non so quali altri documenti mi servono. Devo recuperare qualcosa dal tribunale? - Stefano

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Per verificare se il tuo reato si può prescrivere, il decreto di citazione a giudizio che hai ricevuto non è sufficiente: ti servono altri documenti essenziali dal fascicolo processuale. Devi recuperare presso la cancelleria penale del Tribunale almeno la data certa di commissione del reato, l'elenco completo degli atti interruttivi precedenti (interrogatori, richiesta rinvio a giudizio, eventuali decreti di udienza preliminare) e la data di emissione del decreto stesso, perché la prescrizione si interrompe dall'emissione e non dalla notifica. Per accedere al fascicolo completo è obbligatoria la procura di un avvocato, che ti aiuterà anche nel calcolo dei termini prescrizionali considerando la pena edittale massima del reato, gli aumenti di un quarto per ogni interruzione ed eventuali sospensioni previste dalla normativa transitoria 2017-2019 applicabile ai reati commessi fino al 31 dicembre 2019. Senza questi dati precisi non è possibile determinare lo stato della prescrizione né pianificare eventuali eccezioni processuali da sollevare in udienza.

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Credo che il reato per cui mi hanno denunciato nel 2014 sia ormai prescritto. Se è così, posso evitare di andare in udienza o devo comunque presentarmi fino alla dichiarazione formale? - Laura

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La prescrizione di un reato denunciato nel 2014 non è automatica e va verificata calcolando i termini dalla commissione del fatto, considerando la disciplina previgente alla riforma Orlando (applicabile solo ai reati dal 3 agosto 2017 al 31 dicembre 2019). Devi comunque presentarti in udienza fino alla dichiarazione formale di prescrizione: il giudice la dichiara d'ufficio solo se matura prima dell'udienza, altrimenti va eccepita dall'imputato o dal difensore con documenti e memorie. L'assenza ingiustificata comporta il rischio di giudizio in contumacia e conseguenze processuali anche gravi. Per verificare se il tuo reato sia effettivamente prescritto, considerando data esatta, pena e atti intervenuti, è opportuno avvalerti di consulenza legale specializzata.

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Siamo stati denunciati in tre per lo stesso fatto nel 2018. Uno di noi ha avuto interruzioni della prescrizione per altri procedimenti. Significa che per lui i tempi sono diversi rispetto a noi altri due? - Andrea

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No, le interruzioni della prescrizione relative ad altri procedimenti non incidono su questo caso specifico del 2018. Per il vostro reato si applica la riforma Orlando del 2017, che prevede l'effetto comune delle interruzioni: qualsiasi atto interruttivo riguardante anche uno solo di voi fa ripartire da zero il termine prescrizionale per tutti e tre i coimputati. Le interruzioni sono però collegate al singolo procedimento, quindi quelle di altre cause non hanno effetto su questo fatto. I tempi di prescrizione restano quindi identici per tutti e tre, salvo eventuali sospensioni processuali che invece hanno effetto solo personale.

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