Cessione di partecipazioni con clausole di earn-out: tassazione

Hai venduto quote della tua società con clausole di earn-out e non sai come dichiarare i pagamenti futuri? La tassazione delle clausole di earn-out è complessa e un errore può costarti caro. Scopri come dichiarare correttamente la cessione con earn-out e quali regimi fiscali applicare per evitare contenziosi con l'Agenzia delle Entrate.

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Ecco le situazioni più comuni che affrontiamo ogni giorno. Se ti riconosci in una di queste, possiamo aiutarti.

Ho venduto le mie quote a luglio con un earn-out legato ai risultati dei prossimi tre anni. Devo tassare subito l'intero importo potenziale o solo quando ricevo effettivamente i pagamenti? - Roberto

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Nella cessione di partecipazioni con clausola di earn-out, la tassazione della plusvalenza avviene secondo il principio di cassa: pagherai l'imposta sostitutiva del 26% solo quando riceverai effettivamente i pagamenti, sia sulla parte fissa che sulle componenti variabili legate ai risultati futuri. Non devi quindi tassare subito l'intero importo potenziale, ma solo quanto incassato anno per anno, dichiarando ogni somma nel quadro RT del Modello Redditi nell'anno di percezione. Questo principio, confermato dall'Agenzia delle Entrate, evita tassazioni anticipate su importi incerti e rispetta l'unitarietà dell'operazione di vendita. Se hai optato per la rideterminazione del valore delle quote, la parte di corrispettivo fino al valore rideterminato non sarà ulteriormente tassabile, limitando l'imposizione alle somme eccedenti.

ATTENZIONE: utilizzando l’AI — troverai risposte plausibili ma non definitive, un solo dettaglio ignorato può cambiare tutto.

Non fidarti di algoritmi che non ti ascoltano davvero: ottieni la certezza di una risposta legale su misura, chiara e definitiva per il tuo caso.

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Il commercialista mi dice che l'earn-out potrebbe essere tassato diversamente dal prezzo base della cessione. È vero che potrebbe non beneficiare del regime PEX? - Stefania

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Il commercialista si sbaglia: secondo l'Agenzia delle Entrate, la clausola di earn-out non altera l'unitarietà della plusvalenza da cessione di partecipazioni. L'intero corrispettivo, incluso l'earn-out, costituisce un'unica plusvalenza che beneficia integralmente del regime PEX se soddisfatti i requisiti previsti dall'art. 87 TUIR. La Risposta a interpello n. 782/2021 conferma che la modalità di pagamento variabile o rateizzato non impedisce l'applicazione della Participation Exemption né la compensazione con minusvalenze. La plusvalenza va rilevata al momento del closing sul valore atteso dell'earn-out, con eventuali rettifiche successive.

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Se ricevo 200mila euro di earn-out nei prossimi anni, quanto devo accantonare per le imposte? La tassazione è la stessa del prezzo fisso della vendita? - Andrea

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

La tassazione dell'earn-out di 200.000 euro segue la stessa aliquota applicata al momento della stipula del contratto di cessione, non quella al momento dell'incasso futuro. Se la vendita è avvenuta dal 2019 in poi, l'aliquota è del 26%, quindi devi accantonare 52.000 euro; se anteriore al 2018, si applica l'aliquota vigente all'epoca (20% o 12,5%). L'earn-out è considerato parte integrante del corrispettivo totale di cessione e forma un'unica plusvalenza tassata con la medesima aliquota del prezzo fisso. Alla ricezione delle somme dovrai dichiarare l'importo nel quadro RT del modello Redditi PF, rettificando la plusvalenza originaria e versando l'imposta sostitutiva differenziale con l'aliquota bloccata alla data della cessione.

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L'acquirente mi ha proposto di modificare la clausola di earn-out prima che scatti. Se accetto, cambiano le conseguenze fiscali rispetto al contratto originale? - Giacomo

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

La modifica di una clausola di earn-out prima del suo verificarsi non cambia le conseguenze fiscali rispetto al contratto originale. Il regime tributario della plusvalenza si determina infatti al momento della stipula iniziale della cessione, con applicazione dell'aliquota vigente a quella data per l'intero corrispettivo, sia fisso che variabile. La Corte di Cassazione ha chiarito che la plusvalenza si considera realizzata fiscalmente alla conclusione del contratto, indipendentemente dal pagamento differito della parte earn-out. Le revisioni o integrazioni del corrispettivo mantengono quindi la continuità fiscale con il regime originario, senza generare una nuova tassazione. Solo modifiche che stravolgano completamente la struttura dell'accordo potrebbero comportare una diversa qualificazione fiscale.

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Ho già dichiarato l'earn-out stimato ma l'azienda non ha raggiunto gli obiettivi e non mi verrà pagato nulla. Posso recuperare le imposte versate? - Valentina

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Se hai dichiarato l'earn-out stimato e versato le relative imposte, ma gli obiettivi non sono stati raggiunti e quindi non riceverai alcun pagamento, hai diritto al recupero delle imposte versate. Secondo la normativa fiscale italiana, l'ulteriore componente reddituale legato all'earn-out si realizza solo al verificarsi delle condizioni previste dalla clausola, cioè quando gli obiettivi vengono effettivamente raggiunti. Poiché nel tuo caso questo non è avvenuto, hai versato imposte su un reddito mai realizzato. Dovrai presentare un'istanza di rimborso all'Agenzia delle Entrate, allegando la documentazione del contratto di cessione, l'evidenza del mancato raggiungimento degli obiettivi e la copia della dichiarazione originaria. Per gestire correttamente la pratica e rispettare i termini di decadenza, puoi rivolgerti ai professionisti presenti su Iuspert.it specializzati in diritto tributario.

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Il mio commercialista dice che dovrei far valutare l'earn-out da un perito per la dichiarazione. È obbligatorio? Quanto costa e chi deve farla? - Massimo

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La perizia per la valutazione dell'earn-out non è obbligatoria per la normale dichiarazione dei redditi da cessione di partecipazioni. La plusvalenza viene tassata sulla base del corrispettivo certo al momento della cessione, mentre gli importi derivanti da earn-out concorrono alla plusvalenza successivamente, quando vengono effettivamente incassati, secondo il principio di cassa. La perizia diventa obbligatoria solo in casi specifici, come quando si vuole rideterminare il valore di acquisto delle partecipazioni o per operazioni particolari come conferimenti in natura. I costi della perizia variano tra 5.000 e 20.000 euro e sarebbero a carico del venditore.

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Ho venduto una partecipazione qualificata con earn-out. So che c'è un regime speciale per queste cessioni, ma si applica anche agli importi differiti dell'earn-out? - Daniela

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Il regime fiscale speciale per le partecipazioni qualificate si applica anche agli importi differiti dell'earn-out, mantenendo l'aliquota vigente al momento della stipula del contratto originario e non quella del momento dell'incasso effettivo. La plusvalenza si realizza infatti con la cessione del bene, quindi l'imposta sostitutiva del 26% (o l'aliquota vigente alla firma) si applica al corrispettivo complessivo, sia nella parte fissa che in quella variabile. Gli importi earn-out vengono tassati secondo il principio di cassa, cioè nel periodo d'imposta in cui sono effettivamente percepiti, ma sempre con il regime fiscale determinato alla stipula. Se hai rideterminato il costo di acquisto della partecipazione, il corrispettivo percepito fino a concorrenza di tale valore non sarà ulteriormente tassato.

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L'Agenzia delle Entrate mi ha contestato il modo in cui ho dichiarato l'earn-out e chiede altre imposte. Posso difendermi dimostrando che ho seguito le indicazioni del commercialista? - Paolo

Ecco cosa risponderebbe un’AI avanzata

Seguire le indicazioni del commercialista non costituisce automaticamente una difesa valida, poiché la responsabilità della corretta dichiarazione fiscale rimane in capo al contribuente. Tuttavia, puoi invocare l'esimente di affidamento prevista dall'art. 10, comma 3, del D.Lgs. 471/1997, dimostrando di aver seguito in buona fede istruzioni scritte e dettagliate del professionista, senza poter rilevare l'errore con l'ordinaria diligenza. Dovrai allegare pareri scritti, comunicazioni e prove di pagamento delle competenze professionali. La giurisprudenza richiede che l'errore sia incolpevole e non derivi da negligenza del contribuente. Per contestare l'avviso di accertamento hai 60 giorni di tempo per impugnarlo, supportando la tua posizione con la documentazione del commercialista e facendo riferimento ai chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate sulla tassazione unitaria delle operazioni con earn-out.

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